Archivio mensile:febbraio 2009

Verbale 14/01/09

VERBALE DI COORDINAMENTO DI CIRCOLO
PARTITO DEMOCRATICO DI MIRANO

 

 

Verbale riunione del 14/01/2009

 

Presenti: Roberto Artuso, Giuseppe Salviato, Vanni Niero,  Anna Gnata, Giovanni Minto, Luciana Mion, Francesco Guarnieri, Gilberto Bellò, Bonaldi, Giorgio Semenzato, Frison, Roberto Salviato, Franco Marchiori, Pierluigi Brillo.

 

Si apre la riunione discutendo sulle indicazioni dell’esecutivo provinciale circa l’individuazione delle candidature alle amministrative.

 

MION. Il primo criterio riguarda la rieleggibilità degli attuali consiglieri e solo alla fine è previsto il rinnovamento.

SEMENZATO. L’ordine con cui sono elencati i criteri non è importante, inoltre è richiesta anche la competenza e il circolo potrebbe indicare altri criteri (per es. l’impegno nel sociale).

MION. Competenza vuol dire che i candidati devono essere già stati amministratori? Si possono individuare altri criteri?

SALVIATO R. E’ più coerente il terzo principio (valorizzazione del pluralismo politico).

BELLO’. Andiamo oltre la discussione sui criteri proposti, che vanno bene perché con essi è possibile mantenere unito il partito, osare vincere. Propongo che un gruppo di tre persone facciano ipotesi su possibili candidati a Mirano, traducano i criteri in proposte.

SEMENZATO. A Mirano prendiamo voti a sufficienza per ottenere un consigliere? Alle ultime provinciali Guanci e Salviato hanno preso circa 4500 voti: dovremmo farcela, ma non parliamo più di correnti, iniziamo a parlare di persone.

SALVIATO G.  Allora tutti uniti avremmo ottenuto un consigliere, oggi il PD non ce la fa.

GUARNIERI. Chiarisce il meccanismo elettorale provinciale. Ci vogliono tanti voti per eleggere un consigliere. A Mirano ci vuole un personaggio che attiri più voti possibili.

MARCHIORI. Rimane il problema provincia sì/provincia no, bisognerebbe valutare il futuro dell’ente, i suoi compiti. Territorio: i giochi possono essere fatti come no (si riaccende la questione tangenziali).Hanno un ruolo importante i nostri consiglieri. Sul piano politico, il PD si è rilanciato con le primarie: significa fare un dibattito vero, dovrebbe essere il metodo da usare in provincia. Inoltre bisogna saldare le questioni sociali con la crisi  economica, sono questi i temi da trattare.

BONALDI. Mirano dovrebbe fare le primarie anche se da solo. È un principio del PD: si discute e poi si presentano i candidati e la gente li sceglie. Bisogna lavorare sul sociale, la gente ha bisogno di sentirsi sostenuta, più che di ideologie parliamo di fatti reali.

BRILLO.  Sul decreto anti-crisi il PD si è sentito poco.

SEMENZATO. Non dobbiamo dire che a Roma non fanno niente, piuttosto diciamo che il Governo ha messo la fiducia, dobbiamo dirlo ai miranesi. Facciamo le primarie a Mirano.

MINTO. Le primarie vanno bene per gli organi di partito, per le amministrative invece non risolvono tutti i problemi. Dopo bisogna rispettare il risultato, si rischia di spaccare il partito. Inoltre c’è il rischio che si formino correnti legate ai candidati. È poi capitato che alle primarie a Mirano alcuni candidati siano stati votati da gente di altri partiti e questo falsa il dato. Infine servono energie, tempo e soldi.

SALVIATO G. I criteri meritano di essere approfonditi. Le primarie si fanno quando in famiglia ci sono problemi, bisogna fare un percorso condiviso, accettato. Dobbiamo cercare di individuare dentro e fuori dal partito personalità che possano portare voti a Zoggia.

ARTUSO. Bisogna valutare il peso politico di Mirano in provincia, appoggeranno il nostro candidato? Deve essere credibile a livello provinciale. In ogni caso dobbiamo discuterne all’interno del coordinamento, senza fare nomi al di fuori.

BELLO’. Spinea voterà il Sindaco e dovrà confermare la vittoria delle politiche. Noi dobbiamo dimostrare di essere il partito di riferimento a Mirano, che a primavera abbiamo perso per un equivoco. Le primarie sono rischiose: a Mira ancora  discutono, anche a Chioggia. Dobbiamo vincere e mantenere unito il partito con coinvolgimento massimo per scegliere il candidato.

FRISON. È scemata la volontà di fare le primarie a livello nazionale perché sono faziose. Farle per le provinciali sarebbe un bene perché il candidato si propone alla gente, un male perché si rischia lo scontro interno. È meglio raccogliere le proposte e scegliere all’interno del partito. La candidatura deve essere forte e noi più caricati, stimolati a raccogliere voti.

MION . I criteri indicati dal provinciale non sono facoltativi. Bisognerà rispettare la rappresentanza di genere: se il nostro sarà un  candidato maschio sarà più facile che venga bocciato dal provinciale. Bisogna avere una rosa di nomi maschili e femminili. Territorio: il nostro è stato il più interessato dal compito tra i più importanti della provincia (regolamentazione del territorio). Su questo c’è divisione interna (si rispecchiano gruppi nel territorio). Quando Zoggia parla di PTCP, Veneto City, dovrebbe essere più chiaro su Mirano. I cittadini vorranno sapere in campagna elettorale. Ad un certo punto anche al nostro interno dovremo discutere sui temi che ci dividono.

SALVIATO R. Le primarie non sono previste per le provinciali, sulla parità di genere certamente l’equilibrio sarà già stato trovato in provincia. Ci chiedono di fare una rosa di nomi, poi loro decideranno. Ci dicano cosa vogliono fare sull’Accordo sul Passante.

SEMENZATO. Se il coordinamento ha già in testa alcuni nomi da proporre li dica e se ne discuta; non diamo una rosa di nomi, solo un maschio e una femmina.

GUARNIERI. Non va bene che decidano gli altri, inoltre non va bene imporre un genere se non fa vincere. Oggi non siamo pronti a fare 50% uomini e 50% donne perché queste percentuali non rispecchiano la realtà concreta del Paese.

ARTUSO. Se il dibattito è aperto e chiaro, le proposte le facciamo noi.

MION. Bisogna capire quale elettore vogliamo intercettare. Zoggia promuoverà una lista civica di appoggio al PD, le due liste non si devono sovrapporre.

MINTO. Bisogna capire se vogliamo correre per il consenso al PD o per avere un nostro consigliere in provincia che finalmente ci rappresenti. Proposta: attualmente si può prevedere che il PD a Mirano non faccia un consigliere; se ci presentiamo come PD la civica di Zoggia ci penalizza; potrebbe essere che a Mirano si presenti solo la civica.

MION. Si presenterebbero due PD con nomi simili. Venezia si oppone a questa ipotesi. La proposta che il PD non si presenti a Mirano e converga sulla civica dovrebbe essere approvata dal provinciale. La scelta va fatta da noi.

GUERNIERI.  Non avremmo confluenze dal centro-sinistra sulla civica, cosa che invece accadrebbe nel centro-destra.

MION. Misurando il nostro peso politico potremmo rivendicare un assessore?

 

Alle ore 23.30 l’assemblea si aggiorna alla settimana prossima.

Consiglieri

 

Consiglieri comunali del Partito Democratico presso il Consiglio Comunale del Comune di Mirano:
 
 
Roberto ARTUSO


61 anni, coniugato, una figlia. Architetto, libero professionista. Coordinatore di Circolo del Partito Democratico. Capogruppo consiliare uscente della Margherita. Delegato alla Protezione Civile. Già assessore ai Lavori Pubblici, Ecologia, Ambiente, Mobilità, Servizi Comunali e sovracomunali. 
  
 
Giuseppe SALVIATO
 
Nato a Mirano il 16/01/63, residente a Campocroce. Coniugato e padre di due figli. Dipendente dell’Azienda U.L.S.S. 13 in qualità di Tecnico della Prevenzione presso i Servizi Veterinari. Impegnato nel campo della formazione nel settore alimentare. Assessore ai Lavori Pubblici uscente. 
 
 
Gabriele PETROLITO
 
57 anni, di Canicattini Bagni (Siracusa), due figli. Medico-Chirurgo Specialista ORL-Pat. Cerv. Facciale-Audiologia. Perfezionamento in Bioetica presso l’Università di Padova. Vice Presidente nazionale della Federazione Medico Sportiva italiana.
 
 
Roberto SALVIATO
 
Nato a Mirano l’11/03/46. Tecnico-Amministrativo Settore Industria. Assessore allo Sport ed alternativamente al Bilancio, Attività Produttive, Personale, Manifestazioni e Mercato.
 
 
 
38 anni, sposata, mamma di Pietro di due anni. Consulente nella formazione. Consigliere dal 1998. Confermata nel 2003. Assessore all’Istruzione, Biblioteca, Pace e Politiche Giovanili. Nei passati 5 anni, tra le cose fatte, avvio e miglioramento del servizio della nuova Biblioteca, nuovi progetti sui temi della mobilità sostenibile per le scuole, e per i giovani un loro concreto coinvolgimento nei progetti dell’Amministrazione.
 
 
Pietro BRILLO
 
Nato ad Arzagrande (PD), 43 anni, residente a Ballò di Mirano da 15 anni, coniugato con Nadia, ha due figli di dieci e dodici anni. Diploma di Perito, impiegato presso l’Agenzia delle Entrate a Venezia. Da deci anni nel comitato di gestione Scuola d’Infanzia a Ballò, collabora con il consiglio dei beni parrocchiali, sostiene varie iniziative della comunità.