Archivio mensile:ottobre 2010

PROGRAMMA DEL CONGRESSO PROVINCIALE

 

Coordinamento Provinciale di Venezia

 

 

1° CONGRESSO PROVINCIALE DEL PARTITO DEMOCRATICO

29 e 30 ottobre 2010 Hotel Russott (ex Ramada) via Orlanda, 4 Mestre

 

PROGRAMMA

 

Venerdì 29 ottobre

 

Ore 16.30

Registrazione delegati

 

Ore 17.30

Elezione del Presidente dell’Assemblea e delle commissioni politica, elettorale e verifica poteri

Proclamazione del Segretario Provinciale sulla base delle comunicazioni della Commissione Provinciale per il Congresso

 

Ore 17.45

Relazione del Segretario Provinciale

 

Ore 18.30

Saluto ospiti

Dibattito

 

Ore 21.00

Sospensione dei lavori

 

 

Sabato 30 ottobre

 

Ore 9.00

Ripresa dei lavori.

Dibattito

 

Ore 12.00

Votazione organismi dirigenti, di garanzia e dei documenti politici.

 

 

Composizione del nuovo Direttivo di Circolo

Ecco la composizione del nuovo direttivo:

LAMON FABIO

GNATA ANNA

STEVANATO FRANCESCO

BELLOMO ALESSANDRA

CHECCHETTO GIANCARLO

SECCO ANNALISA

BONALDI EMANUELE

PAVANELLO MARIA ROSA

MINTO GIOVANNI

BOVO DORA

BELLO’ GILBERTO

BARZAN LICIA

FRISON GIANPAOLO

LAZZARO MARISA

SANSEVERINO ALDO

ZUCCON ROBERTA

LAZZARINI MARCO

BORTOLUZZI CHIARA

SILVESTRINI ALESSIO

SALVIATO MARINA

PIZZATO SERGIO

SALVIATO SANDRA

LORI GIANCARLO

ZAMENGO SABRINA

ARTUSO ROBERTO 

SALVIATO ROBERTO 

BOATO DANIELA

ROSTEGHIN FIORENZO

ROSTEGHIN GIULIA

FOCARILE ANTONIO

MION LUCIANA

PELLICANI ARIEL

NIERO MONICA

GIACOMELLO MATTEO

 

Come da regolamento provinciale Artuso Roberto è stato inserito come primo della lista “Dialoghiamo con il Territorio” e viene esclusa Zamengo Carmen. 

 

I delegati all’Assemblea Provinciale sono:

GNATA ANNA

BONALDI LUIGINO

LAZZARO MARISA

SALVIATO ALVIO

ZUCCON ROBERTA

BELLO’ GILBERTO

SECCO ANNALISA

MINTO GIOVANNI

MION LUCIANA

ARTUSO ROBERTO

ROSTEGHIN GIULIA 


 

 

Programma del nuovo Coordinatore Giuseppe Salviato

CONGRESSO DI CIRCOLO DEL 16 OTTOBRE 2010

 

PROGRAMMA LISTA MIRANO DEMOCRATICA

 

Premessa

Per troppo tempo il nostro partito si è concentrato più nello spiegare, per dirla con Montale, “ciò che non siamo ciò che non vogliamo”, si è concentrato più a vincere per non far vincere quegli altri che per costruire effettivamente qualcosa. Quel che è peggio è che questa logica si è imposta talvolta anche nel dibattito interno. Finalmente tutto questo sta per finire, penso sia un auspicio che ci accomuna tutti, quello che decidiamo oggi darà l’impronta, di ciò che siamo e di ciò che vogliamo, sarà l’affermazione forte di qual’ è il nostro progetto per la città, di quale immagine del partito vogliamo darle e di come vogliamo contribuire al suo futuro. Sarà la conclusione di un percorso che il circolo del partito Democratico di Mirano ha già cominciato, in primo luogo con l’adozione del documento programmatico per le provinciali del 2009 che va ovviamente aggiornato a seguito degli eventi dell’ultimo periodo e con la recentissima elaborazione delle osservazioni al documento preliminare al PAT.

C’è la necessità di fare ulteriori sforzi che devono partire dalla comprensione di ciò che la città chiede e si aspetta dal primo partito di Mirano:

·        la prima cosa che ci chiede è l’unità. Unità che non dobbiamo confondere con l’assurda pretesa che possiamo fare solo quello su cui sono tutti d’accordo e tutto il resto va ignorato e/o nascosto. Questa è inerzia che non da risposte e allontana la gente. Noi invece abbiamo l’ obbligo, morale e politico di cercare una sintesi tra le diverse visioni e di diventare propositivi. Questa vale anche nella logica di coalizione e di rapporti con altri partiti o con gruppi organizzati della società civile .

·        La seconda cosa è il rinnovamento che deve essere inteso non come “rottamazione indiscriminata “, come dispersione delle risorse costituite dalle persone che da più tempo sono attive in politica, ma invece come immissione di linfa vitale nel partito, di nuovi e più giovani punti di vista, come occasione per far acquisire competenza ed esperienza. Ciò potrà aiutare anche a raggiungere uno degli scopi che dobbiamo conseguire, ovvero l’allargamento della base del partito, allargamento che passa anche attraverso l’innovazione oltre che dei contenuti anche del linguaggio, delle forme di comunicazione che devono diventare maggiormente chiare ed efficaci e della nostra capacità di raggiungere parti di elettorato che fino ad ora sembrano sfuggirci.

Per fare ciò dobbiamo avere la capacità di proporre una squadra che affianchi il lavoro del segretario, una squadra che possa essere formata da persone competenti e capaci alle quali siano attribuite deleghe specifiche che costituisca un efficace interfaccia tra partito, sua rappresentanza istituzionale, la comunità e gli elettori. Sono sicuro che sarete d’accordo con me, nel ritenere che se con questo congresso riusciremo ad intraprendere questa strada in breve potremo dichiararci pronti ad ogni evenienza che la situazione politica, così fluida sia a livello nazionale che locale ci imporrà, pronti con proposte chiare e condivise su ogni tema che riguardi il governo del territorio, non solo su mobilità e viabilità (dove peraltro l’attuale amministrazione comunale ha impegnato le risorse regionali, senza una visione generale del problema), ma anche su altri temi di importanza pari se non maggiore, come scuola, servizi sociali, lavoro, cultura, integrazione.

In questo modo, solo seguendo questa via potremo, liberarci da quel disagio, confinante con la vergogna, che ci prende quando ricordiamo come la nostra città, anche per i nostri errori, sia così mal governata e offesa, da chi ne ignora la storia, la cultura e le più nobili tradizioni civili e sociali.

E sempre in questo modo riusciremo a costruire un programma condiviso e legittimamente candidarci a guidare una coalizione con le altre forze politiche riformiste di ispirazione laica e cattolica avendo ben chiaro ciò che per noi è irrinunciabile e ciò che è negoziabile. Sempre in questo modo sarà possibile fare una politica dove i diritti del cittadino siano salvaguardati, dove i programmi non rimangano  unicamente sulla carta e dove le parole non siano proclami atti ad acquisire un consenso acritico.

Una politica al servizio dei cittadini e della nostra città si concretizza nell’abbattere quelle ombre e quei “distinguo” interni al partito che hanno determinato in modo inequivocabile, non tanto a Mirano, ma in tutto il Paese, il continuo sperpero di voti ad ogni tornata elettorale e comportamenti che hanno portato a questa situazione, ormai insostenibile.

Per fare ciò è necessario che le persone che si sono scelte siano oneste e trasparenti, libere da condizionamenti ed interessi personali o di gruppo e che questa lista, per fornire ai potenziali sostenitori l’esempio concreto del cambiamento, sia caratterizzata dal primato dei giovani.

 

Tutto questo è necessario che si raggiunga nel più breve tempo possibile, non è più tempo di indugi ritardi ed esitazioni. Intendo quindi darmi un tempo limite, una scadenza certa per ottenere il superamento di quei residui di personalismi, i vecchi modi di concepire la politica , per vedere se riusciamo a creare qualcosa di nuovo, nella nostra azione e nella nostra capacità di elaborare soluzioni politiche, una modalità innovativa, moderna ed efficace di pensare questo partito.

Tutte le persone che credono in questo progetto devono unirsi e portare il loro positivo contributo.

 

Programma per il territorio

 

Il P.A.T. può essere una prima occasione per incidere sulle scelte della politica ambientale, per fare emergere un modo nuovo di fare politica nel territorio.

E’ necessario che i  programmi di sviluppo siano condivisi e discussi in appositi gruppi di lavoro prima, e condivisi poi con i nostri rappresentanti in Consiglio comunale, in modo che questi ultimi possano giovarsi delle indicazioni della base e ne abbiano il giusto sostegno politico.

I punti salienti della nostra politica nel territorio saranno i seguenti:

         In primis fare in modo che la salvaguardia dell’equilibrio  tra i centri urbani e la campagna venga mantenuta, favorendo piuttosto il recupero degli edifici esistenti e l’eventuale loro ampliamento.

         Proteggere gli spazi verdi della nostra città, ampliando il sistema ciclopedonale che vada a collegarsi e ad integrarsi con la rete ciclopedonale esistente tra i centri della riviera, del salese e del noalese, in modo da poter “vivere” il territorio.

         Conciliare le esigenze abitative con quelle industriali/artigianali. In questo ambito si deve verificare la consistenza e la tipologia degli insediamenti industriali/artigianali compatibili con lo sviluppo e con la vocazione indiscussa di Mirano quale “Città di servizi per tutto il territorio circostante” e si deve altresì prevedere, nei limiti del possibile, il recupero degli edifici dismessi o in stato di degrado, o collocati in aree diverse da quelle previste, volgendo in residenziale la loro originaria destinazione d’uso.

         Salvaguardare e valorizzare il territorio all’interno della centuriazione romana.

         Salvaguardare la buona cura dei canali e dei fossi, elementi caratterizzanti della civiltà rurale: a questo fine può essere sicuramente utile il completamento della rete fognaria centralizzata,

         Diffondere e sviluppare la dimensione turistica di Mirano, individuando eventuali nuove possibilità di ricezione.

         Migliorare i servizi pubblici nelle frazioni, prevedendo un costante collegamento verso il capoluogo, delle infrastrutture idonee, ecc. Un’attenzione particolare va dedicata a Vetrego, tenendo conto dei disagi provocati dalla costruzione del passante.

 

Viabilità

Bisogna esigere che lo Stato, la Regione, le Province forniscano esatte informazioni sui tempi di realizzazione delle opere previste per migliorare la viabilità locale (metropolitana di superficie, caselli autostradali, collegamenti ACTV, piste ciclabili, ecc.).           

Bisogna perseguire con forza una politica che offra delle soluzioni al problema del traffico di attraversamento nei centri abitati.

Su Veneto City al riguardo sappiamo per certo cosa prevedono i piani regolatori di Dolo e Pianiga ; è invece ancora poco chiaro quale sia il progetto dei privati per detta zona , e ciò è preoccupante .Quello che è certo che Mirano non può subire ancora danni derivanti dal traffico e da un utilizzo troppo intenso di un’ampia zona di territorio. Condividiamo l’idea di un ‘unica polarità per la nostra provincia  riferita a Porto Marghera così come è stata recepita nel PTCP. Notizie di questi giorni indicano che l’area individuata nei comuni di Dolo e Pianiga presenta dei gravi rischi di allagamento a seguito del parere della commissione regionale di salvaguardia pertanto il problema sembra destinato a ridimensionarsi.

E’ indispensabile e improcrastinabile la costruzione delle opere di mitigazione ambientale e di difesa acustico-visiva lungo il tragitto del passante, come da accordi precedenti, nonché il monitoraggio degli effetti che l’apertura del passante comporta sulla viabilità dei comprensori e sull’inquinamento non solo atmosferico. In funzione di tali dati va effettuato uno studio previsionale del traffico per il lungo periodo.

Lavoro

Il momento storico che stiamo vivendo è di estrema difficoltà sociale ed economica: sono sempre di più le famiglie colpite dalla crisi, i giovani ai quali viene meno una proposta di futuro, le imprese lasciate prive di sostegno da parte del sistema bancario e orfane di una necessaria politica industriale, la distruzione di un sistema scolastico e culturale, il conseguente maggiore indebolimento delle fasce più deboli (anziani, immigrati, donne). Il partito che stiamo rinnovando dovrà avere questo impegno come punto cardinale della sua azione.

 

Sanità

Stiamo assistendo da tempo alla modifica e al trasferimento di reparti tra i due ospedali di Mirano e Dolo, con disagi sempre più gravosi per i cittadini che devono, loro malgrado, essere soggetti a continui spostamenti, anche quando le loro condizioni di salute e/o la loro età lo sconsiglierebbero. La salute dei cittadini e tutti i servizi ad essa collegati devono essere garantiti, con risposte efficaci ed in tempi adeguati. Non possiamo poi permettere che il nuovo deficit del sistema sanitario regionale sia motivo per penalizzare ulteriormente la nostra Azienda Sanitaria.

 

Federalismo

In attesa di una idonea verifica degli odierni decreti attuativi del federalismo, gli interventi possibili a livello locale sono veramente pochi e quindi si può soltanto ipotizzare quali scenari si creeranno a livello nazionale.

L’argomento è complesso e intricato e quanti ne parlano lo fanno più perché è un tema di moda, ma senza una sicura conoscenza e soluzioni efficaci: bisogna scrollarsi di dosso i luoghi comuni e valutarlo in tutti i suoi aspetti con attenzione e scrupolo critico, consapevoli che la sua realizzazione, pur necessaria, non può risolvere da sola tutti i mali economici del Paese.

Il nostro non è un paese nato come federazione di stati; è invece uno stato unitario con problemi storico-politici non ancora risolti. Nessuno nega che sono necessari seri aggiustamenti nella redistribuzione dei poteri e delle risorse, ma con la chiara consapevolezza dell’unità dello Stato e delle difficoltà e dei sacrifici che deriveranno dalla realizzazione di un federalismo, che allo stato attuale, si può limitare al solo federalismo fiscale, come sembra sia l’intendimento dell’attuale governo. Il rischio è quello di creare nuovi e/o ulteriori squilibri tra le varie aree territoriali e di aumentare, anziché ridurre, i costi del suo impianto generale prima, e delle strutture amministrative poi.

 

Partito e Gruppo Consiliare

I rapporti tra partito e gruppo consiliare, dovranno essere improntati ad un vero e proprio lavoro sinergico, serve una stretta collaborazione nella scelta delle posizioni da assumere sugli argomenti di carattere generale. L’individuazione di una sede stabile del circolo dei  democratici di Mirano favorirebbe questo lavoro di scambio tra i rappresentanti in consiglio comunale ed il partito.

 

I problemi accumulatisi negli ultimi anni sono tali e tanti che non ci resta che impegnarci a fondo, individuando delle priorità, poiché sarebbe strategia suicida pensare di risolverli tutti insieme. Ma siamo fermamente convinti che si possa – e si debba – migliorare la nostra città per il bene nostro e delle generazioni a venire, conoscendo il presente e il passato per programmare il futuro.

 

Precisazioni a seguito della lettera del Sig. Vitaliano pubblicata su Nuova Venezia il 16/10.

La lettera del signor Vitaliano sul famoso consiglio del 30 Settembre e 1 Ottobre è imprecisa nella descrizione dei fatti e volutamente malevola nelle loro interpretazione. Ogni persona presente,tra le quali non c’era nessuno che rispondesse al nome del mittente, può testimoniare che le cose sono andate diversamente. Dopo la teatrale uscita dall’aula del sindaco e della sua maggioranza in minoranza  restavano da discutere dei punti all’ordine  del giorno, dall’amministrazione stessa definite urgenti, tanto da non consentirne neppure la discussione in commissione, non per questioni di alta politica, ma semplici richieste di variazioni del piano regolatore di privati cittadini, punti sui quali c’era l’accordo di tutti. Quando il Sindaco, bocciato nel suo riequilibrio di bilancio, si è fiondato fuori dall’aula, completo di targhetta e consiglieri Lega e PDL, noi che siamo restati in aula, 8 dell’opposizione e  3, cosiddetti dalla maggioranza “dissidenti”, avremmo potuto andarcene ma così avremmo fatto pagare a dei privati cittadini le bizze del Sindaco e dei suoi sostenitori. Ciò ci è sembrato sommamente ingiusto e abbiamo così deciso di continuare un consiglio comunale regolarmente costituito e nel pieno dei suoi poteri e di approvare quei permessi di costruire e quelle varianti che la stessa maggioranza aveva dichiarato improcrastinabili. All’esame dell’ultimo punto, il consigliere incompatibile ha lasciato correttamente l’aula e al fine di evitare il disturbo, soprattutto ai funzionari del comune,  di dover procedere in seconda convocazione è stato chiesto, non da parte dell’unica consigliera di opposizione, ad una esponente della Lega se era disponibile a votare un provvedimento di cui sapeva l’urgenza e non si conoscevano contrarietà da parte di nessuno. Non ha voluto: se si vuole si può ammirarne la coerenza, anche se a farne le spese è un singolo cittadino che ha l’unica “colpa” di essersi affidato ad un tecnico che è anche consigliere. Si è dovuto andare in 2°convocazione nella quale nessuno dei consiglieri di Lega e PDL si è presentato per contrastare quello che il signor Vitaliano chiama sprezzantemente “il piano del compagno consigliere architetto”. In compenso in aula c’erano non solo, come dice il mittente con ulteriore evidente scorrettezza, consiglieri del PD ma anche gli esponenti di rifondazione e due dei tre consiglieri in disaccordo con il Sindaco.

Per dovere di completezza sentiamo il dovere di rivelarvi  quale fosse il diabolico “piano del… ..” e cosa avremo in cambio. La variante era la richiesta di realizzare un centrale termica per il teleriscaldamento, tipologia adottata per il risparmio energetico (vedasi testo proposta di delibera di c.c. n.285 del 28.09.2010 ), ecco cosa c’era dietro al voto, ecco quali sono “i propri comodi” del PD: un cittadino ha chiesto di poter risparmiare energia e di poter inquinare un po’ meno e noi glielo abbiamo consentito. Ed ecco tutto quello che avremo in cambio: un po’ di aria pulita in più per noi, per i nostri concittadini, per i nostri figli.

 

Mirano lì, 12 Ottobre 2010                                                   

 

        I consiglieri del partito Democratico presenti al C.Comunale del 1 Ottobre 2010

1° CONGRESSO DEL CIRCOLO PD DI MIRANO: GIUSEPPE SALVIATO NUOVO COORDINATORE.

ORDINE DEL GIORNO APPROVATO ALL’UNANIMITÀ DAL 1° CONGRESSO DEL  CIRCOLO DEL PARTITO DEMOCRATICO DI MIRANO:

Il 1° congresso del circolo del Partito Democratico di Mirano, svoltosi il 16 Ottobre 2010presso l’auditorium Maria Teresa di Calcutta , esprime la sua forte preoccupazione sullo stato di immobilismo che da due anni e mezzo , e specialmente oggi investe l’Amministrazione Comunale , immobilismo e cattiva amministrazione che trova la sua massima responsabilità nel Sindaco Cappelletto che si è caratterizzato per il suo governo personalistico e di poca trasparenza amministrativa . gli iscritti del partito democratico ritengono necessario per il bene dei nostri cittadini e  della città che si chiuda al più presto questa esperienza fallimentare del governo della città. Il partito Democratico si impegnerà a costruire una maggioranza nuova e alternativa in coalizione con altre forze politiche che affronti i problemi attuali ed il futuro del Comune di Mirano.

 

RISULTATI UFFICIALI: 

Esito circolo: 

– Democratici per Mirano – Candidato Segretario Giuseppe Salviato: 104 voti, assegnati n. 24 componenti del coordinamento;

 
– Dialoghiamo con il territorio – Candidato segretario Roberto Artuso: 45 voti, assegnati  n.10 componenti del Direttivo;
 
150 votanti: schede valide 149, 1 bianca.
 
Esito Livello provinciale:
 
– Democratici per Mirano: 93 voti, assegnati 8 delegati;
 
– Dialoghiamo con il territorio: 43 voti, assegnati 3 delegati;
 
149 votanti: schede valide 136, 8 schede nulle e 5 bianche.

 

Mirano lì 16 Ottobre 2010

CRISI DI MAGGIORANZA: COMUNICATO DEL GRUPPO CONSILIARE PD

DOPO IL DESOLANTE SPETTACOLO DELL’ASSOLUTO FALLIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE  CAPPELLETTO A CUI TUTTI HANNO ASSISTITO GIOVEDì SERA, LA POPOLAZIONE INTERA SI ASPETTAVA CHE IL SINDACO FACESSE L’UNICA COSA INTELLIGENTE CHE RESTAVA DA FARE  E CHE OGNUNO ANCHE TRA QUELLI PIU’ VICINI A LUI SI ATTENDEVA OVVERO LE DIMISSIONI .INVECE IL PLATEALE ABBANDONO CON TANTO DI TARGHETTA  AL SEGUITO E’ STATA  L’ENNESIMA RECITA DI UN CONSUMATO ATTORE che poi HA PENSATO DI TORNARE IN SCENA CON  IL SOLITO ABUSATO COPIONE DI INSINUAZIONI E RECRIMINAZIONI,SENZA NOMI E SENZA PROVE, SUL PASSATO ANCHE ULTRADECENNALE DI MIRANO.

IL NON GOVERNO CHE DA PIU’ DI 2 ANNI E MEZZO E’ L’UNICA COSA CHE  HA OFFERTO A MIRANO, SECONDO LUI E LA SUA RISTRETTA CORTE E’ SEMPRE  COLPA DI QUALCUN ALTRO. PER IL RESTO DEI CITTADINI DI MIRANO, CHE SIANO DI SINISTRA,  DI CENTRO, DI DESTRA, questa è l’Amministrazione della disinvolta gestione degli spazi pubblici, della improvvida riorganizzazione/ disorganizzazione della struttura comunale, dell’ accordo integrativo sul passante approvato a priori, discusso per finta e di cui si sono perse le tracce. L’Amministrazione che ha ignorato e ignora la storia di questa città,che ha appaltato,portandola ad immeritati disonori della cronaca ,l’etica miranese alla Lega, che ha accentrato  la gestione di ogni risorsa umana e finanziaria al duo Sindaco-Direttore generale, che ha moltiplicato le poltrone con deleghe inutili e assessorati inesistenti, della sciagurata voragine  su For e Terna, del futuro Pat scritto nello studio personale del Sindaco (200 richieste di aumento di volumetria sulle quali il Sindaco ha già dato garanzie e di accoglimento) e via dicendo, l’Amministrazione che non hafio risolto nessun problema di Mirano e ne ha creati di nuovi. Il resto è un nulla rivestisto di niente e  un pò di teatro di chi non ha più nulla da dire e da offrire a questa città.

 

Il gruppo consiliare del Partito Democratico