Intervento del gruppo PD al Consiglio Comunale del 24 agosto 2017

Pubblichiamo di seguito il testo integrale della posizione unitaria del gruppo del Partito Democratico così come espressa al consiglio comunale del 24.08.2017 dalla capogruppo del PD, Elena Spolaore.


Il gruppo del Partito Democratico vorrebbe esprimere alcune considerazioni riguardo il tema che siamo qui a trattare.

Innanzitutto è giusto sottolineare come la questione non sia stata sollevata dalla componente politica di questa amministrazione che oggi siede tra questi banchi ma dagli uffici competenti, i quali, per prassi verificano la sussistenza di elementi di incompatibilità sui Consiglieri eletti e, in tal senso, hanno rilevato la possibile incompatibilità del Consigliere Cappelletto e proceduto quindi all’istruttoria prevista. Successivamente, come prevede la legge (art. 69 del TU enti locali), la questione è quindi stata sottoposta al Consiglio Comunale, in prima istanza, in data 17 luglio e poi oggi.

Il caso è effettivamente complesso, articolato e non se ne conoscono precedenti, dunque è stato corretto ed opportuno aprire la procedura anche in contraddittorio con il Consigliere Cappelletto, dandogli modo di prendere una posizione ufficiale sulla vicenda. Con l’avvio dell’istruttoria Matteo Cappelletto ha quindi potuto presentare le osservazioni sue e dei suoi legali, per dare modo al consiglio di prendere una posizione, deliberando in maniera definitiva, come d’altronde prevede anche l’articolo 69 del Testo Unico Enti Locali, tenendo in considerazione tutti gli aspetti e le posizioni esistenti.

Anche la contrapposizione in giudizio tra il Consigliere Cappelletto ed il Comune di Mirano per molti versi è particolare e più lieve di quanto sembri: non solo la vicenda ha origine tecnica, provenendo dal Comune di Mirano su indicazione della Corte dei Conti, ma in più nella vicenda il Consigliere Cappelletto è stato chiamato in giudizio in quanto erede e non in quanto direttamente coinvolto. Come hanno inoltre evidenziato gli stessi legali del consigliere, l’eredità coinvolta nella lite è sottoposta a beneficio di inventario, producendo una separazione tra la situazione giuridica di Matteo Cappelletto e quella della stessa eredità.

Ancor di più, non sembra esistere un precedente sul punto nelle pur numerose pronunce della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione sull’argomento. Ciò che comunque traspare dalle varie pronunce è che siamo in presenza del fondamentale diritto di accesso alle cariche elettive, tutelato dall’articolo 51 della Costituzione. Un diritto che non è solo in capo ai consiglieri eletti, ma che rappresenta anche il diritto dei cittadini a scegliere liberamente i propri rappresentanti, e che può essere limitato solo in presenza di motivi eccezionali che possano portare a ledere diritti altrettanto fondamentali, come il diritto ad un’amministrazione imparziale, libera da conflitti di interesse in capo ai propri amministratori.

La Corte di Cassazione ha spiegato, interpretando le norme sull’incompatibilità, che questa “consiste nell’impedire che possano concorrere all’esercizio delle funzioni dei consigli comunali, soggetti portatori di interessi confliggenti con quelli del Comune o i quali si trovino comunque in condizioni che ne possano compromettere l’imparzialità” [Cassazione, Sezione Prima Civile, Sentenza n° 3904 del 24 febbraio 2005]. Dobbiamo riconoscere che, a ben vedere, è difficile sostenere che un consigliere, che abbia non solo subito e non attivato lui per primo l’azione legale, ma che vi è subentrato solo in quanto erede, in più con beneficio di inventario, si trovi in una condizione che possa compromettere l’imparzialità del Comune nel gestire la causa.

Non ultimo, è difficile pretendere che un consigliere con una causa pendente nella quale si trova come convenuto possa liberamente scegliere di eliminare una lite nella quale, appunto, è chiamato a difendersi e che non è stata attivata da lui stesso.

La vicenda in oggetto della lite ancora pendente appartiene inoltre ad una stagione politica passata, la cui fine è stata decretata democraticamente dai voti dei cittadini, e le figure che vi furono direttamente coinvolte non siedono oggi in consiglio o in giunta, non potendone quindi influenzare l’azione politica in generale.

Riteniamo che sia ormai giunto il tempo, a più di sette anni dalla vicenda, di consentire alla politica miranese di voltare pagina e di dedicare tutta la sua attenzione ai progetti ed alle idee per la futura Mirano, la Mirano che i cittadini hanno dato mandato a tutti noi, maggioranza e minoranza, di realizzare, negli interessi dell’intera comunità.

Da consiglieri comunali noi siamo stati eletti per rappresentare l’intera comunità miranese ed il consiglio comunale è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo. L’intera comunità politica miranese, giustamente (e nessuno dovrà e potrà mai affermare il contrario), non è orientata verso un unico colore politico ed ognuno di noi tiene bene in considerazione che ogni singolo voto è inviolabile e sacro, sia che rappresenti la maggioranza che la minoranza.

Tutti i consiglieri eletti e che hanno l’onore di sedere in quest’aula, hanno dunque la responsabilità, di rappresentare IN MODO IMPARZIALE e LEALMENTE, i cittadini e le cittadine che li hanno votati e hanno quindi il dovere di operare in tal senso.

Per le ragioni appena indicate, il Gruppo del Partito Democratico sosterrà con voto favorevole la proposta di chiusura del procedimento di accertamento di incompatibilità, procedendo alla convalida del Consigliere così come è risultato dalla volontà dei Cittadini.

Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Mirano