Mozione Piano Casa – Consiglio comunale del 19/12/2017

Condividiamo di seguito i documenti relativi alla mozione piano casa presentata dalla nostra maggioranza nel consiglio comunale del 19 dicembre scorso:

Comunicato stampa:

Vogliamo ribadire la posizione della maggioranza sulla mozione relativa all’ “opposizione coerente al Terzo Piano Casa”.
La mozione presentata é chiara: i comuni debbono tornare a decidere dove e come applicare il “Piano Casa Ter”.

Le prime due versioni prevedevano, attraverso l’art.5 (applicato anche a Mirano) che i comuni potessero definire i limiti di applicazione della norma: “sulla base delle specifiche valutazioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico ed ambientale”.
La giunta Zaia si è accaparrata pezzi di competenze della pianificazione urbanistica comunale: attualmente il Piano Casa, in quanto norma sovraordinata a quelle comunali, riesce a prevalere sulle limitazioni che un’amministrazione locale può indicare.

C’é di piú: la Regione sta considerando di rendere la legge 14/2009, nella sua ultima versione, una misura permanente. Noi siamo profondamente contrari, e chiediamo che possa almeno essere reintegrato il vecchio art. 5 sopracitato.
Non possiamo, come continuiamo a ribadire da anni, permettere che vengano calpestate le specificità e le competenze che ogni comune ha, impedendo loro di decidere dove e come porre delle limitazioni all’applicazione della l.r. 32/2013 e, quindi di tutelare i propri territori.
La Consigliera Boldrin ha ritenuto di non votare la nostra mozione perchè non capisce cosa venga chiesto? Forse é vero che la Regione non ci ascolterà, ma non possiamo non ribadire la nostra contrarietà ad una legge che, nonostante sia nata con le buone intenzioni di “rilanciare l’attività edilizia”, è finita per poter derogare anche alla recente legge sul contenimento del consumo del suolo, approvata pochi mesi fa e diventata ormai un colabrodo di deroghe al principio dello stop al consumo di suolo.Quello che chiediamo é chiaro: che l’amministrazione si faccia portavoce presso la Regione del Veneto affinché non vengano concesse ulteriori proroghe al Terzo Piano Casa, così com’è configurato. Chiediamo che nella progettazione urbanistica regionale si torni a tenere conto delle specificità dei territori e che i comuni possano tornare a regolamentare in modo autonomo il proprio assetto urbanistico. Ci spiace che tra i banchi dell’opposizione, gli unici ad aver compreso il significato siano stati solo i consiglieri del Movimento 5 Stelle, nel silenzio assordante dei consiglieri della lega, che evidentemente non hanno posizione su questa norma, o forse si attengono ai compagni di partito che governano la Regione.

Si allega testo della mozione e l’intervento della Consigliera Erika Niero, presidente commissione Urbanistica.

Le tre liste di maggioranza:Partito DemocraticoIo Scelgo MiranoAvanti Insieme per Mirano

Testo della Mozione:

Mozione “Opposizione coerente al Terzo Piano Casa”

Premesso che l’Amministrazione comunale, in passato, ha più volte espresso la propria contrarietà al Terzo Piano Casa regionale (nonché ai precedenti) e agli effetti deleteri che esso produce sul territorio di Mirano e dell’intera Regione Veneto (impatto negativo a livello idrogeologico e di viabilità),

Preso atto che, nella lettera dell’8/11/2017, il gruppo soci di Mirano di Italia Nostra chiede che il Consiglio Comunale, facendosi interprete delle proteste e delle critiche espresse sul tema anche da alcuni cittadini miranesi, esprima formalmente una forte censura di questa normativa e inviti la Regione a evitarne alcuna ulteriore proroga,

Preso atto altresì che, nella medesima lettera, il gruppo soci di Mirano di Italia Nostra chiede che il sindaco di Mirano «difenda il diritto/dovere della Amministrazione Comunale a Governare la città anche per quanto riguarda la pianificazione urbanistica attivandosi, insieme con i Sindaci degli altri Comuni veneti, per far arrivare la protesta dei cittadini al Consiglio Regionale e alle forze politiche che vi sono rappresentate»,

Esplicitando la convinzione cheai sindaci e alle amministrazioni comunali spetti la facoltà di governare i processi e le strategie di pianificazione urbanistica sul breve e lungo periodo,

Considerato che il Terzo Piano Casa è una legge regionale, dunque sovraordinata alla normativa comunale,

Si chiede che il Consiglio comunale impegni il sindaco e la giunta comunale a farsi portavoce presso la Regione Veneto affinché non vengano concesse ulteriori proroghe al Terzo Piano Casa (così com’è configurato), affinché nella progettazione urbanistica regionale si torni a tenere conto delle specificità dei territori e affinché i comuni possano tornare a regolamentare in modo autonomo il proprio assetto urbanistico.

Elena Spolaore

Lorenzo Perale

Alessio Silvestrini

Intervento della Consigliera PD Erika Niero:

Buonasera

faccio alcune considerazioni sulla mozione proposta.

 

Innanzitutto voglio precisare da subito che

-condivido indubbiamente le preoccupazioni di Italia Nostra riguardo la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale e architettonico del nostro Paese

-condivido le osservazioni sollevate da alcuni cittadini circa evidenti effetti negativi che l’applicazione della Legge definita Piano Casa ha determinato sul paesaggio e sul contesto urbano ed edilizio della Regione in generale, ed in particolare nel nostro Comune nell’area cittadina di Via W. Ferrari, Via Mascagni e Via Bellini che hanno visto la demolizioni di edifici unifamiliari e la ricostruzione al loro posto di edifici composti da 6/8 unità abitative.

 

Come si è più volte sottolineato il Comune non ha ad oggi gli strumenti per opporsi e con i quali difendere l’interesse generale. Infatti voglio ricordare che

– Il Piano Casa non è una legge edilizia o urbanistica, non ha le valenze e le caratteristiche di un ‘piano’ inteso come insieme di scelte territoriali, ma si pone come una legge a sostegno del settore edilizio con l’obiettivo del recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

– la legge vuole dare uno stop al consumo del suolo grazie al principio del recupero e riuso dei volumi esistenti.

– la legge inoltre prevale sulle previsione dei regolamento comunali e degli strumenti urbanistici, territoriali, comunali provinciali e regionali

 

Ritengo doveroso sottolineare però che non tutti gli aspetti della legge sono in assoluto da condannare, ma bisogna riconoscere che ha consentito anche un’attività ediliziaprincipalmente a carattere familiare, e non speculativa. Infatti approfondendo la legge si rendono necessari alcuni distinguo: 

L’art. 2 della Legge 32 (il “piano casa”) che è stato molto utilizzato a Mirano che consente interventi puntuali di ampliamento di volume del 20%- 30 %, viene incontro appunto a varie esigenze abitative  dei singoli cittadini che vogliono migliorare la propria situazione abitativa, iniziative non speculative, che possono essere messe in atto dai singoli con un impegno sostenibile sia dal punto di vista economico (grazie al pagamento ridotto del contributo di costruzione) che costruttivo.

Interventi di questa tipologia, sia pure valutati caso per caso, ritengo possano essere ‘tollerati’ dal nostro territorio, conciliando la tutela dello stesso con l’attenzione alle esigenze dei cittadini e delle famiglie del nostro Comune. 

Tutt’altro si deve dire per quanto riguarda l’art 3 dalla stesse legge che consente la demolizione e ricostruzione con importanti aumenti volumetrici fino al 70%-80% dell’esistente.

Tutt’altro si deve dire per la possibilità che la legge consente di ampliare utilizzando un corpo edilizio separato che può collocarsi fino a 200 metri misurabili in linea d’aria rispetto al lotto di pertinenza dell’edificio che genera l’ampliamento.

 

Queste tipologie di intervento hanno un impatto sul territorio decisamente più pesante, con degli effetti distorsivi sulla pianificazione attuale del territorio, provocano un maggior carico urbanistico che porta a dei problemi viabilistici e trasforma completamente il tessuto edilizio di interi quartieri e ne modifica i caratteri tipologici e stilistici

In secondo luogo ha una natura chiaramente speculativa, anziché familiare

 

FATTE QUESTE PREMESSE  colgo pertanto favorevolmente la mozione proposta:

 

Non essendo in grado attualmente di fare delle supposizione realistiche riguardo il rinnovo o meno del piano casa in scadenza a Dicembre 2018 mi pare imprescindibile che non debba entrare in contrasto con la L.R. n° 14 del 06.06.2017 sul contenimento del consumo di suolo. Nel frattempo la mozione può e vuole essere uno strumento strategico, uno strumento volto innanzitutto a porre le basi per raccogliere l’adesione alle nostre istanze, da parte di quanti più comuni possibile della Regione, che condividono questo stesso interesse.

È uno strumento che indica chiaramente alla Regione che  il Comune di Mirano, e tanti altri comuni devono poter avere più voce in capitolo, in tema di concessioni, visto che conoscono le reali necessità del territorio.

È uno strumento che da la possibilità ai Comuni di una profonda revisione della legge o quantomeno di limitarne e modellarne l’applicazione sulla base di specifiche valutazioni di carattere urbanistico edilizio o paesaggistico ed ambientale.

È uno strumento volto all’apertura di una negoziazione che attribuisca ai Comuni degli strumenti che possono mitigare gli effetti negativi, le evidenti distorsioni consentendo autonomia nelle modalità di applicare la normativa e gli ulteriori limiti in relazione al contesto territoriale e ai futuri progetti di governo del territorio

Uno strumento che consenta al comune che conosce le caratteristiche e le fragilità del proprio territorio di evitare l’applicazione del Piano casa in determinate zone particolarmente “sensibili”

Uno strumento che consenta di definire il reale spazio di applicazione della legge e di decidere a quali normative andare in deroga per evitare eventuali contenziosi

Si ribadisce contemporaneamente a questa richiesta, l’impegno dell’amministrazione a fare quanto di sua competenza per lavorare sulla riqualificazione, valorizzazione e salvaguardia del territorio comunale, ad esempio in relazione al problema dell’impermeabilità del suolo sollevato anche esso da Italia Nostra, a monitorare e migliorare la funzionalità della linea delle acque bianche e lo stato in cui versano i corsi d’acqua nei quali defluiscono.

(Erika Niero – Consigliera Comunale PD – Presidente II Commissione – Urbanistica, lavori pubblici e ambiente)