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Petizione: gli ospedali di Mirano e Dolo rimangano al servizio dei cittadini

ospedale mirano

Dopo le gravi dichiarazioni espresse dal Direttore Generale Gumirato ad ottobre, il nostro Comunicato Stampa ripreso dal Gazzettino con la risposta di Gumirato, e la nostra replica pubblicata su questo sito, in questi giorni siamo in Piazza e presso l’ospedale a raccogliere firme affinchè gli ospedali di Dolo e Mirano mantengano entrambi le funzioni di emergenza ed urgenza chirurgiche e medico-internistiche e rimangano dunque ospedali al servizio dei cittadini.

Invitiamo a firmare anche la petizione online su change.org

Di seguito il testo della petizione:

L’Azienda Ulss13 è ancora la più sotto finanziata della Regione Veneto. Le passate amministrazioni avevano percorso la via dell’integrazione degli ospedali di Mirano e Dolo attraverso una razionalizzazione dei servizi, raggiungendo anche con grandi sacrifici, il pareggio di bilancio.

Alcune funzioni di alta specializzazione, necessarie alla popolazione dell’area metropolitana, vedono già da tempo la collaborazione tra Dolo, Mirano e Mestre. Tali specializzazioni hanno sempre costituito un elemento di attrazione per cittadini provenienti da altre Ulss.

Le nuove schede ospedaliere richiedono un’ulteriore riorganizzazione degli ospedali: Dolo come presidio medico-internistico e Mirano come presidio chirurgico, stravolgendo del tutto il modello dell’integrazione.

Notizie di questi giorni, hanno  attribuito all’ospedale di Mirano, in particolare alla cardiologia interventistica e alla cardiochirurgia, un dato di seria negatività, attraverso una lettura distorta delle schede dell’Agenzia sanitaria delle Regioni (Agenas).

Il Direttore generale ha dichiarato che per quanto riguarda gli ospedali dell’Ulss13 sta portando avanti una rivoluzione!  Ma si tratta di una distruzione, non di una rivoluzione!

E’ grave dichiarare il falso ed ancor di più usarlo per eliminare servizi fondamentali e di valore e per dilapidare un patrimonio di professionalità, senza alcuna valida alternativa.

Come può sopravvivere l’ospedale di Dolo senza un nucleo chirurgico in funzione per 24 ore su 24 in modo da poter affrontare le situazioni di emergenza che si possono presentare?

Perchè creare una situazione di procurato allarme riguardo la cardiologia interpretando i dati in modo strumentale?

E’ davvero un risparmio lo smantellamento di reparti e servizi, lo spostamento da una sede all’altra?

Il personale medico e paramedico ha diritto a lavorare in sicurezza e non essere oggetto continuamente di gravi tensioni che possono minare l’azione di salvare la vita e la salute.

Chi governa la Regione e l’Ulss13 non pensa ai 270.000 cittadini che abitano un territorio che va dalla provincia di Padova a quella di Treviso. Possono correre di qua e di là? E magari ritrovarsi senza i servizi?

 Il Partito Democratico chiede:

  • che le schede ospedaliere regionali vengano bloccate;
  • che la Conferenza dei Sindaci si attivi in tutti i modi perchè ciò avvenga;
  • che gli ospedali di Dolo e Mirano mantengano entrambi le funzioni di emergenza ed urgenza chirurgiche e medico-internistiche, in una logica di alta integrazione
  • che l’ospedale di Noale venga destinato a polo riabilitativo per una vasta area e che sia sede di ospedale di Comunità.

Il Partito Democratico  invita il Direttore generale dell’Ulls 13  a rivedere quelle decisioni che hanno pesanti ricadute sulla salute e il benessere dei cittadini. Non guardi solo dalla parte della Regione, ma da quella delle necessità del territorio! Lo invita inoltre a valutare le gravi conseguenze sul bilancio del “Mariutto” in merito alla disdetta degli affitti degli edifici di proprietà della Casa di Riposo attualmente occupati da servizi e reparti dell’Ulss.

E’ urgente che prima della scadenza dei contratti di locazione , nella logica di una collaborazione tra Enti, venga aperto un tavolo che coinvolga l’Ulss, la Casa di Riposo e il Comune per concordare il futuro di quegli edifici, avendo come scopo quello di non far subire danni economici agli anziani ospiti.

Tagli extra LEA: comunicato PD provinciale

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Partito Democratico Provinciale di Venezia:

“A rischio 5 milioni di servizi per la domiciliarità: la Regione sospenda la delibera che taglia gli extra LEA; il nuovo governo inserisca queste prestazioni nei Livelli Essenziali di Assistenza”

Mestre, 9 gennaio 2013

E’ di oltre 5 milioni di euro il taglio ai servizi di sostegno alla domiciliarità per e persone disabili nel solo Comune di Venezia se sarà applicata la delibera della Giunta Regionale che sospende l’erogazione dealle prestazioni aggiuntive ai livelli essenziali di assistenza.

Si tratta di quell’insieme di misure, come gli assegni di cura, i progetti di vita indipendente, il servizio di trasporto disabili ai centri diurni, strategici per il mantenimento delle persone disabili nei loro ambienti di vita e che rispondono ad una scelta precisa di civiltà.

Il Partito Democratico di Venezia condivide e appoggia la presa di posizione del Vicesindaco di Venezia Sandro Simionato che denuncia come il venir meno di queste prestazioni aggiuntive intacchi la qualità dei servizi e segni un pesante colpo ad una scelta, quella della domiciliarità, che costituisce la migliore opportunità oggi per le persone in perdita di disabilita’.

La Regione Veneto, che non ha più finanziato il fondo per la non autosufficienza si trova così ad applicare le scelte del Governo, che proseguendo nella logica miope dei tagli lineari della spending review colpisce soprattutto le persone più deboli e fragili.

È grazie a questi servizi che nel territorio del Comune di Venezia negli anni si sono verificate significative esperienze che hanno consentito alle persone in condizioni di disabilita’ di rimanere nei propri ambienti di vita e di relazione, anche consentendo economie al sistema complessivo dei servizi.

La scelta che traluce dalla sospensione delle prestazioni extra LEA è invece quella della reistituzionalizzazione e della cronicizzazione delle persone, compromettendo la loro autonomia residua e generando, paradossalmente, una spesa aggiuntiva a carico del sistema sanitario.

È quindi necessario che la Regione Veneto sospenda tale delibera, tanto più nella prospettiva di un prossimo cambio di governo che dovrà necessariamente rivedere le scelte al ribasso fin qui fatte in materia di politiche di welfare, inserendo a pieno titolo queste prestazioni tra i nuovi Livelli essenziali di assistenza.

Il responsabile sanità PD provinciale di Venezia
Gabriele Scaramuzza

La responsabile welfare PD comunale di Venezia
Marisa Gruarin

Nuovi tagli regionali alla sanità: comunicato PD Provinciale

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del PD provinciale sui recenti nuovi tagli della Regione Veneto alla sanità:

“la Regione Veneto affonda il Piano Socio-sanitario scegliendo la strada dei tagli lineari ai servizi ospedalieri e territoriali”

Mestre, 7 gennaio 2013

Puntualmente anche l’inizio del 2013 è scandito dall’ennesima anticipazione delle schede ospedaliere della Regione Veneto, che confermano un’impostazione confusa e schizofrenica.

Non si comprende perché, infatti, l’ospedale dell’angelo debba vedere diminuita la propria dotazione di posti letto ospedalieri, se esso secondo il nuovo piano socio-sanitario dovrà divenire polo provinciale di riferimento per le alte specialità.

Né si comprendono le presunte scelte fatte in tema di mantenimento dei punti nascita negli ospedali delle ULSS 10 e 13 come pure le ipotetiche specializzazioni dei relativi poli ospedalieri.

Confusione e schizofrenia che poi, per quanto riguarda la rete territoriale dei servizi, si traducono in completa assenza di indicazioni, mancando del tutto, al momento, ogni indrizzo in merito alla realizzazione di quelle strutture intermedie che potrebbero compensare la riduzione delle dotazioni di posti letto ospedalieri.

Quel che rimane di certo è ancora una volta la riduzione delle risorse disponibili per il

sistema socio-sanitario veneto e della provincia di Venezia in particolare. Mentre ritardano la presentazione delle schede il Presidente Zaia e l’assessore Coletto dimostrano uno zelo particolare nell’indicare da subito ai nuovi direttori generali gli obiettivi di budget per il 2013, senza aver chiarito una volta per tutte le scelte fondamentali di programmazione.

A valere è la logica di tagli lineari e indiscriminati, destinati ancora una volta a penalizzare le realtà virtuose e i cicittadini, soprattutto quelli più deboli, che vedranno diminuire i servizi.

Ciò cui stiamo assistendo in questi primi giorni del nuovo anno è pertanto la definitiva sepoltura del nuovo piano socio-sanitario, ostaggio dei conflitti della maggioranza di centrodestra.

E’ pertanto necessario che la Regione Veneto chiarisca prima di tutto quale siano le scelte qualificanti per la programmazione della rete dei servizi ospedalieri e territoriali, rendendo pubbliche le schede non solo alla 5a commissione regionale, ma a tutti i soggetti interessati.

In assenza di tale confronto è opportuno attrezzarsi ad una grande mobilitazione pubblica per difendere la sanità della nostra Provincia.

Il responsabile sanità PD provinciale di Venezia
Gabriele SCARAMUZZA