Programma del nuovo Coordinatore Giuseppe Salviato
CONGRESSO DI CIRCOLO DEL 16 OTTOBRE 2010
PROGRAMMA LISTA MIRANO DEMOCRATICA
Premessa
Per troppo tempo il nostro partito si è concentrato più nello spiegare, per dirla con Montale, “ciò che non siamo ciò che non vogliamo”, si è concentrato più a vincere per non far vincere quegli altri che per costruire effettivamente qualcosa. Quel che è peggio è che questa logica si è imposta talvolta anche nel dibattito interno. Finalmente tutto questo sta per finire, penso sia un auspicio che ci accomuna tutti, quello che decidiamo oggi darà l’impronta, di ciò che siamo e di ciò che vogliamo, sarà l’affermazione forte di qual’ è il nostro progetto per la città, di quale immagine del partito vogliamo darle e di come vogliamo contribuire al suo futuro. Sarà la conclusione di un percorso che il circolo del partito Democratico di Mirano ha già cominciato, in primo luogo con l’adozione del documento programmatico per le provinciali del 2009 che va ovviamente aggiornato a seguito degli eventi dell’ultimo periodo e con la recentissima elaborazione delle osservazioni al documento preliminare al PAT.
C’è la necessità di fare ulteriori sforzi che devono partire dalla comprensione di ciò che la città chiede e si aspetta dal primo partito di Mirano:
· la prima cosa che ci chiede è l’unità. Unità che non dobbiamo confondere con l’assurda pretesa che possiamo fare solo quello su cui sono tutti d’accordo e tutto il resto va ignorato e/o nascosto. Questa è inerzia che non da risposte e allontana la gente. Noi invece abbiamo l’ obbligo, morale e politico di cercare una sintesi tra le diverse visioni e di diventare propositivi. Questa vale anche nella logica di coalizione e di rapporti con altri partiti o con gruppi organizzati della società civile .
· La seconda cosa è il rinnovamento che deve essere inteso non come “rottamazione indiscriminata “, come dispersione delle risorse costituite dalle persone che da più tempo sono attive in politica, ma invece come immissione di linfa vitale nel partito, di nuovi e più giovani punti di vista, come occasione per far acquisire competenza ed esperienza. Ciò potrà aiutare anche a raggiungere uno degli scopi che dobbiamo conseguire, ovvero l’allargamento della base del partito, allargamento che passa anche attraverso l’innovazione oltre che dei contenuti anche del linguaggio, delle forme di comunicazione che devono diventare maggiormente chiare ed efficaci e della nostra capacità di raggiungere parti di elettorato che fino ad ora sembrano sfuggirci.
Per fare ciò dobbiamo avere la capacità di proporre una squadra che affianchi il lavoro del segretario, una squadra che possa essere formata da persone competenti e capaci alle quali siano attribuite deleghe specifiche che costituisca un efficace interfaccia tra partito, sua rappresentanza istituzionale, la comunità e gli elettori. Sono sicuro che sarete d’accordo con me, nel ritenere che se con questo congresso riusciremo ad intraprendere questa strada in breve potremo dichiararci pronti ad ogni evenienza che la situazione politica, così fluida sia a livello nazionale che locale ci imporrà, pronti con proposte chiare e condivise su ogni tema che riguardi il governo del territorio, non solo su mobilità e viabilità (dove peraltro l’attuale amministrazione comunale ha impegnato le risorse regionali, senza una visione generale del problema), ma anche su altri temi di importanza pari se non maggiore, come scuola, servizi sociali, lavoro, cultura, integrazione.
In questo modo, solo seguendo questa via potremo, liberarci da quel disagio, confinante con la vergogna, che ci prende quando ricordiamo come la nostra città, anche per i nostri errori, sia così mal governata e offesa, da chi ne ignora la storia, la cultura e le più nobili tradizioni civili e sociali.
E sempre in questo modo riusciremo a costruire un programma condiviso e legittimamente candidarci a guidare una coalizione con le altre forze politiche riformiste di ispirazione laica e cattolica avendo ben chiaro ciò che per noi è irrinunciabile e ciò che è negoziabile. Sempre in questo modo sarà possibile fare una politica dove i diritti del cittadino siano salvaguardati, dove i programmi non rimangano unicamente sulla carta e dove le parole non siano proclami atti ad acquisire un consenso acritico.
Una politica al servizio dei cittadini e della nostra città si concretizza nell’abbattere quelle ombre e quei “distinguo” interni al partito che hanno determinato in modo inequivocabile, non tanto a Mirano, ma in tutto il Paese, il continuo sperpero di voti ad ogni tornata elettorale e comportamenti che hanno portato a questa situazione, ormai insostenibile.
Per fare ciò è necessario che le persone che si sono scelte siano oneste e trasparenti, libere da condizionamenti ed interessi personali o di gruppo e che questa lista, per fornire ai potenziali sostenitori l’esempio concreto del cambiamento, sia caratterizzata dal primato dei giovani.
Tutto questo è necessario che si raggiunga nel più breve tempo possibile, non è più tempo di indugi ritardi ed esitazioni. Intendo quindi darmi un tempo limite, una scadenza certa per ottenere il superamento di quei residui di personalismi, i vecchi modi di concepire la politica , per vedere se riusciamo a creare qualcosa di nuovo, nella nostra azione e nella nostra capacità di elaborare soluzioni politiche, una modalità innovativa, moderna ed efficace di pensare questo partito.
Tutte le persone che credono in questo progetto devono unirsi e portare il loro positivo contributo.
Programma per il territorio
Il P.A.T. può essere una prima occasione per incidere sulle scelte della politica ambientale, per fare emergere un modo nuovo di fare politica nel territorio.
E’ necessario che i programmi di sviluppo siano condivisi e discussi in appositi gruppi di lavoro prima, e condivisi poi con i nostri rappresentanti in Consiglio comunale, in modo che questi ultimi possano giovarsi delle indicazioni della base e ne abbiano il giusto sostegno politico.
I punti salienti della nostra politica nel territorio saranno i seguenti:
– In primis fare in modo che la salvaguardia dell’equilibrio tra i centri urbani e la campagna venga mantenuta, favorendo piuttosto il recupero degli edifici esistenti e l’eventuale loro ampliamento.
– Proteggere gli spazi verdi della nostra città, ampliando il sistema ciclopedonale che vada a collegarsi e ad integrarsi con la rete ciclopedonale esistente tra i centri della riviera, del salese e del noalese, in modo da poter “vivere” il territorio.
– Conciliare le esigenze abitative con quelle industriali/artigianali. In questo ambito si deve verificare la consistenza e la tipologia degli insediamenti industriali/artigianali compatibili con lo sviluppo e con la vocazione indiscussa di Mirano quale “Città di servizi per tutto il territorio circostante” e si deve altresì prevedere, nei limiti del possibile, il recupero degli edifici dismessi o in stato di degrado, o collocati in aree diverse da quelle previste, volgendo in residenziale la loro originaria destinazione d’uso.
– Salvaguardare e valorizzare il territorio all’interno della centuriazione romana.
– Salvaguardare la buona cura dei canali e dei fossi, elementi caratterizzanti della civiltà rurale: a questo fine può essere sicuramente utile il completamento della rete fognaria centralizzata,
– Diffondere e sviluppare la dimensione turistica di Mirano, individuando eventuali nuove possibilità di ricezione.
– Migliorare i servizi pubblici nelle frazioni, prevedendo un costante collegamento verso il capoluogo, delle infrastrutture idonee, ecc. Un’attenzione particolare va dedicata a Vetrego, tenendo conto dei disagi provocati dalla costruzione del passante.
Viabilità
Bisogna esigere che lo Stato, la Regione, le Province forniscano esatte informazioni sui tempi di realizzazione delle opere previste per migliorare la viabilità locale (metropolitana di superficie, caselli autostradali, collegamenti ACTV, piste ciclabili, ecc.).
Bisogna perseguire con forza una politica che offra delle soluzioni al problema del traffico di attraversamento nei centri abitati.
Su Veneto City al riguardo sappiamo per certo cosa prevedono i piani regolatori di Dolo e Pianiga ; è invece ancora poco chiaro quale sia il progetto dei privati per detta zona , e ciò è preoccupante .Quello che è certo che Mirano non può subire ancora danni derivanti dal traffico e da un utilizzo troppo intenso di un’ampia zona di territorio. Condividiamo l’idea di un ‘unica polarità per la nostra provincia riferita a Porto Marghera così come è stata recepita nel PTCP. Notizie di questi giorni indicano che l’area individuata nei comuni di Dolo e Pianiga presenta dei gravi rischi di allagamento a seguito del parere della commissione regionale di salvaguardia pertanto il problema sembra destinato a ridimensionarsi.
E’ indispensabile e improcrastinabile la costruzione delle opere di mitigazione ambientale e di difesa acustico-visiva lungo il tragitto del passante, come da accordi precedenti, nonché il monitoraggio degli effetti che l’apertura del passante comporta sulla viabilità dei comprensori e sull’inquinamento non solo atmosferico. In funzione di tali dati va effettuato uno studio previsionale del traffico per il lungo periodo.
Lavoro
Il momento storico che stiamo vivendo è di estrema difficoltà sociale ed economica: sono sempre di più le famiglie colpite dalla crisi, i giovani ai quali viene meno una proposta di futuro, le imprese lasciate prive di sostegno da parte del sistema bancario e orfane di una necessaria politica industriale, la distruzione di un sistema scolastico e culturale, il conseguente maggiore indebolimento delle fasce più deboli (anziani, immigrati, donne). Il partito che stiamo rinnovando dovrà avere questo impegno come punto cardinale della sua azione.
Sanità
Stiamo assistendo da tempo alla modifica e al trasferimento di reparti tra i due ospedali di Mirano e Dolo, con disagi sempre più gravosi per i cittadini che devono, loro malgrado, essere soggetti a continui spostamenti, anche quando le loro condizioni di salute e/o la loro età lo sconsiglierebbero. La salute dei cittadini e tutti i servizi ad essa collegati devono essere garantiti, con risposte efficaci ed in tempi adeguati. Non possiamo poi permettere che il nuovo deficit del sistema sanitario regionale sia motivo per penalizzare ulteriormente la nostra Azienda Sanitaria.
Federalismo
In attesa di una idonea verifica degli odierni decreti attuativi del federalismo, gli interventi possibili a livello locale sono veramente pochi e quindi si può soltanto ipotizzare quali scenari si creeranno a livello nazionale.
L’argomento è complesso e intricato e quanti ne parlano lo fanno più perché è un tema di moda, ma senza una sicura conoscenza e soluzioni efficaci: bisogna scrollarsi di dosso i luoghi comuni e valutarlo in tutti i suoi aspetti con attenzione e scrupolo critico, consapevoli che la sua realizzazione, pur necessaria, non può risolvere da sola tutti i mali economici del Paese.
Il nostro non è un paese nato come federazione di stati; è invece uno stato unitario con problemi storico-politici non ancora risolti. Nessuno nega che sono necessari seri aggiustamenti nella redistribuzione dei poteri e delle risorse, ma con la chiara consapevolezza dell’unità dello Stato e delle difficoltà e dei sacrifici che deriveranno dalla realizzazione di un federalismo, che allo stato attuale, si può limitare al solo federalismo fiscale, come sembra sia l’intendimento dell’attuale governo. Il rischio è quello di creare nuovi e/o ulteriori squilibri tra le varie aree territoriali e di aumentare, anziché ridurre, i costi del suo impianto generale prima, e delle strutture amministrative poi.
Partito e Gruppo Consiliare
I rapporti tra partito e gruppo consiliare, dovranno essere improntati ad un vero e proprio lavoro sinergico, serve una stretta collaborazione nella scelta delle posizioni da assumere sugli argomenti di carattere generale. L’individuazione di una sede stabile del circolo dei democratici di Mirano favorirebbe questo lavoro di scambio tra i rappresentanti in consiglio comunale ed il partito.
I problemi accumulatisi negli ultimi anni sono tali e tanti che non ci resta che impegnarci a fondo, individuando delle priorità, poiché sarebbe strategia suicida pensare di risolverli tutti insieme. Ma siamo fermamente convinti che si possa – e si debba – migliorare la nostra città per il bene nostro e delle generazioni a venire, conoscendo il presente e il passato per programmare il futuro.